Ripartizione spese di manutenzione

31.07.2019


Un problema spinoso...come ripartire le spese per manutenere una strada privata a servizio di più immobili? Capita sovente, soprattutto nei casi di nuovi interventi di urbanizzazione con numerose villette a schiera o con autonomi edifici, che questi abbiano in comune esclusivamente una strada privata che consente l'accesso ai singoli stabili dalla pubblica via; in tal caso, come devono essere ripartite le spese di manutenzione della stessa?La questione, seppur di semplice soluzione, è spesso oggetto di discussioni e ligi tra i vari proprietari che devono affrontare la situazione.Ricapitolando...se due o più abitazioni indipendenti l'una dall'altra hanno in comune una strada che consente l'accesso dalla pubblica via, la strada stessa - salvo diversa disposizione dei titoli di proprietà - dev'essere considerata un bene in comunione ovvero in condominio. Questo perché in questo caso la strada è funzionale e strumentale al godimento delle unità immobiliari in quanto ne consente l'accesso; questo a prescindere dal fatto che le strade non sono menzionate tra i beni comuni citati dall'art. 1117 c.c..Pertanto, foss'anche la strada l'unico bene in comune tra i vari proprietari, per la sua gestione sarebbe necessario fare ricorso alle norme dettate in materia di condominio.Ciò vuol dire, tra l'altro, obbligo di apertura di un conto corrente condominiale, obbligo di nomina dell'amministratore nel caso di più di otto condòmini, obbligo di contribuire alle spese in ragione dei criteri legali o convenzionali di ripartizione.Sulla scorta delle considerazioni sono ad ora espresse possiamo pertanto definire le modalità di ripartizione delle spese per la manutenzione della strada privata, ovvero, secondo i millesimi di proprietà (trattandosi di spese di conservazione di un bene comune).E' però evidente che costruire un castello di carte simile per gestire una strada rasenta l'inverosimile... La domanda sorge quindi spontanea, ovvero, non è possibile agire in altro modo, magari semplificando il tutto??? In effetti se la strada costituisce l'unico bene in comune, chiedere un codice fiscale, magari essere costretti a nominare un amministratore e adottare un regolamento condominiale, fare le assemblee ordinarie e straordinari, ecc.. sembra davvero un'esagerazione.E quindi, come fare? Una possibilità alternativa percorribile può essere quella di trasformare quel potenziale condominio in una "comunione" - libro III, titolo VII, articoli da 1100 a 1116 codice civile - ossia di assoggettare la proprietà di quella strada ad un autonomo diritto di proprietà condiviso tra tutti, con conseguente applicazione di quelle norme (e quindi senza gli obblighi di natura fiscale e gestionale riguardanti il condominio.

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